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Affitti Studenti a Milano 2026: Prezzi, Contratti e Agevolazioni

  • Immagine del redattore: Immobilsistem Real Estate
    Immobilsistem Real Estate
  • 19 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Ad agosto, mentre Milano si svuota, si decide buona parte dell'anno accademico: le famiglie degli studenti fuori sede cercano una stanza e i proprietari valutano se e come mettere a reddito un appartamento in zona universitaria. I dati del secondo trimestre 2026 fotografano un mercato meno caro del previsto sulle stanze, ma più competitivo di quanto sembri. Vediamo i prezzi aggiornati, il contratto giusto da usare e le agevolazioni fiscali che spettano a entrambe le parti.


Quanto costa una stanza a Milano nel 2026

Secondo l'International Rent Index by City di HousingAnywhere, che nel secondo trimestre 2026 ha analizzato oltre 35.000 immobili in 25 città europee, a Milano il canone medio di una stanza arredata resta fermo a 620 euro al mese, in linea con Bologna (620 euro, in calo del 4,6%) e sopra Firenze (600 euro) e Torino (540 euro). A livello europeo le stanze arredate sono addirittura scese del 4,6% su base annua: dopo anni di rincari, la pressione si sta allentando.


Diverso il discorso per i monolocali, dove Milano segna un -6% annuo con un canone mediano di 1.100 euro. Resta comunque una delle città più care d'Italia: nel complesso del mercato residenziale il canone medio milanese si attesta intorno ai 23 euro al metro quadro, il valore più alto del Paese, anche se nel secondo trimestre gli affitti in città hanno mostrato una tendenza alla stabilizzazione.


Stanza o monolocale? I numeri della concorrenza

Il prezzo non è l'unico parametro da guardare. A maggio 2026 ogni stanza pubblicata ha ricevuto in media 6,6 candidature, contro le 17,1 di un monolocale: chi cerca una singola in condivisione ha statisticamente quasi tre volte più possibilità di trovare casa, oltre a spendere meno. Anche per questo la corsa è già iniziata, con le ricerche di alloggi cresciute del 15% a maggio e del 19% a giugno rispetto all'anno scorso. Chi si muove ad agosto è ancora in tempo, chi aspetta settembre trova un'offerta molto più sottile.


Il contratto giusto: transitorio per studenti universitari

Per affittare a uno studente fuori sede il contratto di riferimento è quello per studenti universitari previsto dalla legge 431/1998, che segue un modello ministeriale e ha una durata compresa tra 6 e 36 mesi, rinnovabile. Il canone non è libero: viene calcolato sulla base dell'accordo territoriale del Comune, come avviene per il canone concordato. È possibile affittare anche la singola stanza, ripartendo il canone dell'intero immobile in proporzione alla superficie locata. Due dettagli spesso ignorati: il modello richiede l'indicazione della motivazione universitaria e della sede del corso, e la sublocazione è vietata senza il consenso del proprietario.


Per il proprietario: la cedolare secca al 10%

Il vantaggio fiscale è il vero motivo per preferire questo contratto. Quando il canone è determinato secondo l'accordo territoriale, il proprietario può optare per la cedolare secca con aliquota al 10% invece del 21% ordinario: un'imposta sostitutiva che assorbe IRPEF e addizionali ed esclude imposta di registro e di bollo sul contratto. Su un canone annuo di 7.440 euro, tipico di una stanza a 620 euro al mese, la differenza tra il 10% e il 21% supera gli 800 euro. A questo si aggiungono, in molti Comuni, aliquote IMU ridotte per gli immobili locati a canone concordato: vale la pena verificarlo nel regolamento comunale.


Per le famiglie: detrazione del 19% e fondo fuori sede

Anche chi paga l'affitto ha una leva fiscale. Gli studenti universitari fuori sede possono portare in detrazione il 19% dei canoni pagati, su un importo massimo di 2.633 euro annui, fino a circa 500 euro di imposta risparmiata. I requisiti sono precisi: l'ateneo deve trovarsi in un Comune diverso da quello di residenza, distante almeno 100 chilometri e in un'altra provincia, e la detrazione spetta allo studente o al genitore che lo ha fiscalmente a carico. Fondamentale conservare contratto registrato e ricevute tracciabili, perché senza documentazione la detrazione non passa.


Sul fronte pubblico, il Piano Casa 2026 ha rifinanziato con 8,5 milioni di euro aggiuntivi il fondo per il contributo alle spese di locazione degli studenti universitari fuori sede. È un capitolo da tenere d'occhio, perché bandi e graduatorie passano dalle Regioni e dagli enti per il diritto allo studio, con scadenze concentrate tra fine estate e autunno.


Tre consigli pratici

Se sei un proprietario, prepara l'immobile prima di pubblicare: arredo completo, utenze intestate e canone comprensivo di spese sono spesso l'elemento che fa scegliere una stanza rispetto a un'altra, tanto che circa il 60% degli annunci sul mercato include già le utenze. Metti in regola contratto e registrazione dal primo giorno e valuta subito l'opzione per la cedolare al 10%.


Se invece stai cercando per tuo figlio, muoviti adesso e non a metà settembre, verifica sempre che il contratto sia registrato e intestato a chi affitta davvero, e diffida delle caparre richieste prima di aver visto l'immobile. Confronta il costo reale, canone più utenze più spese condominiali, e non soltanto la cifra dell'annuncio.


Il mercato degli affitti studenteschi a Milano nel 2026 è più equilibrato rispetto agli anni scorsi, ma resta un mercato dove i tempi contano più dei prezzi. Che tu voglia mettere a reddito un appartamento in zona universitaria o trovare la soluzione giusta per l'anno accademico, conviene affrontarlo con il contratto corretto e la fiscalità già impostata. Contatta Immobilsistem per una valutazione del tuo immobile in ottica locazione o per farti affiancare nella ricerca.


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