
Mutuo Variabile a Ottobre 2026: Euribor e BCE, Cosa Aspettarsi

Il 29 ottobre la BCE tornerà a riunirsi, sette settimane dopo il rialzo che ha portato il tasso sui depositi al 2,50%. Per chi ha un mutuo variabile, o sta per chiederne uno, la domanda è quanto pesa oggi la rata e quanto potrebbe pesare tra qualche mese. I numeri di inizio ottobre raccontano una storia più sfumata dei titoli.
Dove sono i tassi oggi
Il 10 settembre la BCE ha alzato i tassi di un quarto di punto, portando il tasso sui depositi al 2,50%. L'Euribor a 3 mesi, l'indice a cui è legata gran parte dei mutui variabili italiani, al fixing del 2 ottobre era al 2,598%, contro il 2,000% di un anno prima. La media di settembre è stata del 2,635%, quella di agosto del 2,513%: dopo la salita estiva l'indice si è assestato intorno al 2,6%.
Più in alto le scadenze lunghe: l'Euribor a 6 mesi è al 3,058% e quello a 12 mesi al 3,323%, contro il 2,224% di un anno fa. Il mercato, insomma, non prezza una pausa lunga. La curva di inizio ottobre implica un Euribor a 3 mesi intorno al 3,5% tra tre mesi e al 3,6% tra nove. Sono tassi a termine impliciti e non previsioni, ma indicano la direzione in cui viene valutato il costo del denaro.
Cosa significa per la rata
Nei contratti italiani l'indice è di norma l'Euribor a 3 mesi, spesso nella media mensile, a cui si somma uno spread fissato con la banca. Ogni decimo di punto di variazione dell'indice vale circa 15 euro al mese di interessi su 180.000 euro di debito residuo. Chi ha un contratto agganciato alla media di settembre (2,635%) e a quella di ottobre (2,593% finora) vede quindi una rata sostanzialmente ferma. Il rischio sta nelle revisioni dei trimestri successivi.
Per i nuovi mutui il quadro è più mosso. Secondo MutuiOnline, citata da Euronews, il TAN medio dei variabili a 20 e 30 anni dovrebbe salire da circa il 2,80% delle prime settimane di settembre a circa il 3,05% nelle settimane successive al rialzo. Il fisso costa di più: sui nuovi mutui a 20 e 30 anni il tasso medio è passato dal 3,46% di agosto e MutuiOnline lo vede intorno al 3,75% entro fine 2026.
Fisso o variabile: i numeri da guardare
Nel 2026 il 92,2% delle richieste di mutuo in Italia riguarda tassi fissi, sempre secondo MutuiOnline. Il variabile parte più basso ma espone la rata a una curva che il mercato valuta in salita. Il fisso blocca oggi un costo che segue i tassi swap a lungo termine più che le singole decisioni della BCE, e per questo non reagisce subito a ogni riunione.
Per capire quanto pesa un punto in più, un nostro calcolo su un mutuo da 200.000 euro a 20 anni: a un tasso del 3,05% la rata è di circa 1.114 euro, al 4,05% sale a circa 1.217 euro, cioè 103 euro in più al mese. È una simulazione con formula di ammortamento standard, la tua banca può arrotondare o usare convenzioni diverse.
Cosa fare prima del 29 ottobre
Se hai un variabile, controlla nel contratto quale indice si applica (valore del giorno o media mensile), ogni quanto viene aggiornato e quanto vale lo spread: sono i tre dati che permettono di rifare il calcolo della rata. Se pensi al passaggio al fisso, confronta più offerte e chiedi la simulazione completa con costi e penali prima di decidere. Anche la surroga può essere un'opzione da valutare con il tuo intermediario.
Se stai per comprare, verifica che la rata resti sostenibile anche con un punto di tasso in più. Per il contesto trovi il nostro approfondimento sul rialzo BCE e la rata del mutuo e il confronto mutuo fisso o variabile.
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