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Bonus Ristrutturazione 2026: Detrazioni del 50% Confermate per la Prima Casa

  • Immagine del redattore: Immobilsistem Real Estate
    Immobilsistem Real Estate
  • 25 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

Buone notizie per chi sta pensando di ristrutturare casa nel 2026: la Legge di Bilancio ha confermato il Bonus Ristrutturazione con le stesse percentuali del 2025. La detrazione resta al 50% per la prima casa e al 36% per la seconda, su un tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. È l'ultimo anno con queste aliquote: dal 2027 sono previsti tagli significativi.



Cosa conferma la Legge di Bilancio 2026

Il Governo ha scelto la continuità: contrariamente alle previsioni che ipotizzavano una riduzione delle agevolazioni, la Legge di Bilancio 2026 ha mantenuto invariate le detrazioni per chi ristruttura. Stesse percentuali (50% prima casa, 36% seconda casa), stesso tetto di spesa (96.000 euro), stesse modalità di rimborso in dieci anni. Le aliquote resteranno in vigore per tutto il 2026, per poi scendere ulteriormente dal 1° gennaio 2027.



Le percentuali: prima e seconda casa a confronto

La distinzione tra abitazione principale e seconda casa, introdotta nel 2025, viene confermata anche per il 2026. Per la prima casa — intesa come l'immobile in cui il proprietario ha la residenza — la detrazione IRPEF è del 50% delle spese sostenute. Per le seconde case, comprese quelle a uso vacanza o messe a reddito, la quota scende al 36%. Se sei proprietario di una seconda casa, valuta bene quando intervenire: la differenza tra le due aliquote è significativa e può tradursi in migliaia di euro di risparmio fiscale.



Quali interventi danno diritto al bonus

Il Bonus Ristrutturazione copre un'ampia gamma di lavori, dai più semplici ai più impegnativi: manutenzione straordinaria (rifacimento bagni, sostituzione infissi, nuovi impianti), restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia vera e propria. Sono ammessi anche interventi finalizzati al risparmio energetico, alla messa in sicurezza antisismica e all'eliminazione delle barriere architettoniche. Il tetto di spesa è fissato a 96.000 euro per unità immobiliare. Per i lavori che migliorano la classe energetica può essere conveniente combinare l'agevolazione con un mutuo green, così da abbattere i costi complessivi dell'intervento.



Bonus Barriere Architettoniche e Bonus Mobili

Due novità importanti completano il quadro 2026. Il Bonus Barriere Architettoniche perde la sua autonomia: non è più una detrazione separata al 75%, ma viene inglobato nel Bonus Ristrutturazione, assumendone le percentuali standard (50% prima casa, 36% seconda). Per chi deve eliminare gradini, allargare porte o installare un montascale, è una riduzione del beneficio fiscale rispetto al 2025. Il Bonus Mobili resta invece confermato: 50% di detrazione su mobili e grandi elettrodomestici acquistati per arredare un immobile oggetto di ristrutturazione, con tetto di spesa di 5.000 euro valido sia per la prima sia per la seconda casa.



Come richiedere la detrazione

La procedura è quella consolidata: pagamento dei lavori tramite bonifico parlante (con causale, codice fiscale del beneficiario e dati dell'impresa), conservazione di tutta la documentazione (fatture, ricevute, comunicazioni Enea quando richieste) e indicazione delle spese nella dichiarazione dei redditi. La detrazione viene poi suddivisa in dieci quote annuali di pari importo. Importante: dal 2024 non è più possibile cedere il credito o utilizzare lo sconto in fattura, quindi serve una capienza fiscale sufficiente per recuperare l'intero importo nei dieci anni.



Perché conviene approfittarne nel 2026

Il 2026 è l'ultimo anno utile con le percentuali attuali. Dal 2027 la Legge di Bilancio prevede una nuova decurtazione delle aliquote, che si avvicineranno progressivamente al regime ordinario IRPEF al 36% per la prima casa e ancora più basse per la seconda. Chi sta pensando di intervenire sulla propria abitazione — rifacimento bagni, nuovi infissi, climatizzazione, restyling generale — ha un'ottima ragione per farlo entro la fine dell'anno. Anche perché lavori di ristrutturazione ben fatti aumentano sensibilmente il valore di mercato dell'immobile, specialmente nelle zone più richieste come quelle del centro di Milano.



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