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Sisma bonus: cos'è e come funziona

Il Sisma bonus è l’agevolazione, in forma di detrazione Irpef o Ires, per gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche. A chi spetta? Viene riconosciuta ai contribuenti che effettuano lavori sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente.



Tra le spese ammesse a beneficiare del Sisma bonus rientrano anche quelle per la classificazione e la verifica sismica degli immobili e, di norma, intervento di categoria superiore assorbe quelli di categoria inferiore a esso collegati: la detrazione prevista per gli interventi antisismici, quindi, può essere applicata anche alle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria necessarie al completamento dell’opera.


Sisma bonus: come funziona?

Sono inclusi nella detrazione interventi su edifici situati nelle zone sismiche ad alta pericolosità, zone 1 e 2, e nella zona 3.


Il Sisma bonus si calcola su un totale di 96 mila euro per unità immobiliare e deve essere ripartita in 5 quote annuali di pari importo. Di base, l’agevolazione è al 50% in cinque anni, ma si può usufruire di una maggiore agevolazione quando dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico, che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore e se dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori:

  • nel primo caso la detrazione spetta nella misura del 70% delle spese sostenute (75% se gli interventi riguardano le parti comuni di edifici condominiali);

  • nel secondo caso la detrazione spetta nella misura dell’80% delle spese sostenute (85% se gli interventi riguardano le parti comuni di edifici condominiali).


Sisma bonus e pertinenze: i massimali

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i bonus edilizi, tra cui anche Sisma bonus, l’Ecobonus e il Bonus Casa, valgono anche per le pertinenze – cantine, box auto, garage – a condizione che siano «situate in un fabbricato accessorio e separato» rispetto al «fabbricato principale, ma ubicato nella medesima area cortiliva».


Il Sismabonus e le altre agevolazioni sono valide anche se gli interventi vengono effettuati solo su una pertinenza e «indipendentemente dalla circostanza che l’intervento interessi anche il relativo edificio residenziale principale»: in questo caso, per il risparmio energetico, è necessario che all’interno del locale sia presente un impianto di riscaldamento. In ambito condominiale, i possessori di sole pertinenze che sostengono spese per i lavori sulle «parti comuni» possono accedere agli incentivi.


Sisma bonus in caso di demolizione e ricostruzione

Si ha diritto al Sisma bonus anche in caso di demolizione e successiva ricostruzione di un immobile, purché in ristrutturazione presenti la medesima volumetria dell’edificio precedente: questa ricostruzione deve risultare nei titoli amministrativo che autorizzano i lavori, indicando che si tratta di “lavori di conservazione del patrimonio edilizio” e non di nuova costruzione.


Proroga al 2024 per il Sisma bonus

La Legge di Bilancio 2022 ha prorogato il Sismabonus al 2024, ma l’aliquota scende: la scadenza per la detrazione del 110% passa al 31 dicembre 2023, per poi diventare decrescente al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025.


Come richiedere il Sisma bonus

Per richiedere il Sisma bonus occorre inoltrare comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate, indicando la data di inizio dei lavori e allegando le abilitazioni amministrative in cui sono descritte le tipologie delle opere da eseguire e la data di avvio delle stesse.


In mancanza si potrà produrre l’autocertificazione attestante la detraibilità dei costi sostenuti.


La documentazione prevista per il Sisma bonus include inoltre:

  • bonifici bancari o postali dei versamenti, correttamente compilati con la causale, codice fiscale e partita IVA del soggetto beneficiario;

  • fatture e ricevute fiscali che comprovano i costi sostenuti per realizzare i lavori, oltre che tutti gli altri documenti che riguardano le spese non saldate con bonifico;

  • autocertificazione sull’ammontare dei costi affrontati e dove viene conteggiata la detrazione.


Per accedere al Sisma bonus occorre anche presentare l’asseverazione relativa alla classe di rischio dell’edificio: questo documento serve per ricavare il livello di rischio iniziale e i miglioramenti conseguiti dopo la realizzazione dei lavori.


L’asseverazione dovrà essere depositata unitamente alla copia della domanda di concessione edilizia, insieme a anche una copia dell’attestazione di conformità degli interventi effettuati, così come certificati dal progettista incaricato.

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