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Mercato immobiliare: nel 2022 torneranno a crescere gli investimenti degli stranieri

È roseo il futuro del mercato immobiliare per il 2022 secondo le previsioni di Santino Taverna, presidente nazionale Fimaa, Federazione italiana mediatori agenti d’affari.



Di certo non mancheranno evoluzioni per quel che riguarda gli investimenti e – più in generale – per il settore del mattone, anche a seguito degli inevitabili cambiamenti socio-economici che la pandemia ha portato con sé.


Il 2022 sarà un anno positivo per il mattone? Quale direzione prenderà il settore?

Le previsioni sul nuovo anno sono positive. Il 2021 chiuderà con un rimbalzo delle compravendite superiore alle attese che premierà, oltre alle aree urbane, anche le aree suburbane e le periferie dei capoluoghi di provincia. Un trend positivo che continuerà nel 2022 e che sarà legato anche alle nuove esigenze dell’abitare, scaturite dai lockdown determinati dal Covid-19.


Nonostante il contesto socio-economico sia tuttora coinvolto nell’emergenza sanitaria, la richiesta di immobili residenziali è in costante crescita. La domanda è orientata verso unità con giardini, balconi, terrazzi e spazi più grandi da dedicare allo smart working ed altrettanta attenzione è rivolta all’efficientamento energetico. Peculiarità determinanti anche per la scelta dell’abitazione nei prossimi anni.


Dove converrà investire? Grandi città o piccoli centri?

La pandemia ha alimentato nuovi bisogni e altre necessità, che gli italiani cercano di soddisfare guardando con maggiore attenzione anche alle offerte della provincia dove, oltre ai valori più convenienti, si riscontra solitamente pure una migliore qualità dell’abitare.


Le abitazioni dei centri storici o dei quartieri residenziali delle metropoli resteranno comunque gettonate soprattutto per chi, lavorando in smart working, ha la necessità di raggiungere in breve tempo la propria sede di lavoro.


L’emergenza sanitaria, inoltre, non ha aumentato il reddito medio degli italiani, per cui la capacità finanziaria dei potenziali acquirenti deriva anche dai risparmi (recenti rilevazioni stimano in circa 2.000 miliardi di euro i risparmi degli italiani tra conti correnti e depositi bancari) o dall’ausilio dei mutui, che mai come oggi prospettano tassi decisamente convenienti. Con l’importo di un canone mensile di locazione si può attualmente fronteggiare una rata di mutuo, capitalizzando la spesa sostenuta.


Un’altra opportunità da non sottovalutare sono gli incentivi destinati agli under 36 per l’acquisto dell’abitazione. Opportunità che si protrarranno anche nel 2022.


Quali saranno le richieste degli utenti? A cosa punteranno maggiormente nel nuovo anno?

Il residenziale sta stimolando gli investitori di tutto il mondo, Italia compresa. C’è un nuovo modo di intendere oggi il comparto immobiliare che proseguirà per tutto il 2022.


C’è più attenzione al recupero del già edificato, senza il consumo di nuovo territorio. Si parla di efficientamento energetico a vantaggio non solo dei costi di gestione, ma anche dell’ambiente nel quale si vive. La casa non è intesa come “le quattro mura dove rifugiarsi”, ma è sempre più il luogo degli affetti, dove famiglia e lavoro possono conciliarsi attraverso spazi adeguati, e la soluzione migliore per salvaguardare i risparmi.


Da qui l’orientamento anche verso investimenti immobiliari da mettere a reddito (compravendite di unità con già in essere contratti di locazione), o da locare per gli studenti, o da utilizzare come seconde case per la vacanza. In aggiunta, il mercato del nuovo (o del ristrutturato), ovviamente se efficientato energeticamente, mantiene nel tempo il proprio valore. E ciò che si potrebbe pagare in più rispetto all’usato è spesso ammortizzato tramite le minori spese di gestione.


Inoltre, nell’ultimo anno, un numero sempre maggiore di stranieri ha deciso di investire nel mercato immobiliare residenziale italiano. Una tendenza che continuerà anche nel 2022. Una recente indagine – condotta da Fimaa e REinsight-Opisas – ha evidenziato come tedeschi, svizzeri ed inglesi siano particolarmente interessati ad investire nel Belpaese, seguiti da francesi, russi e americani.


La loro richiesta è indirizzata principalmente verso appartamenti e unità unifamiliari, con prezzi medi fino a 500mila euro. Le località preferite sono Sicilia, Puglia, Toscana, Umbria, Liguria. La stessa JPMorgan, multinazionale americana, leader mondiale di servizi finanziari, ha sottolineato quanto sia conveniente investire nel nostro Paese.


La proroga dei bonus dedicati al mondo della casa e dei condomini anche per il 2022 influirà sull’andamento delle compravendite?

Certamente sì. L’85% degli edifici italiani risulta antecedente alla prima legge sull’efficienza energetica che risale al 1991. Il 50% circa dello stock immobiliare italiano è costituito da edifici costruiti ante 1975, con la conseguenza che l’Italia si ritrova al secondo posto in Europa per dispersione termica degli edifici.


Oggi grazie ai bonus per la riqualificazione e la valorizzazione degli edifici si prospetta una nuova tendenza. Cappotti per pareti isolate, pannelli fotovoltaici e batterie d’accumulo, serramenti termo-acustici, colonnine per la ricarica di auto elettriche, domotica e pompe di calore sono elementi che caratterizzeranno sempre più la domanda di abitazioni. Aspetti che influiranno sull’andamento delle compravendite, condizionando positivamente anche i valori immobiliari.


La riqualificazione energetica di un condomino attraverso il Superbonus 110%, per esempio, consente di ridurre i consumi energetici del 50% oltre che aumentare fino al 15% il valore delle unità coinvolte. Migliorare il comfort degli ambienti, significa incrementare anche la sicurezza degli edifici.

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