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Classe energetica: la guida completa

Per classe energetica si intende il valore, espresso in lettere, che indica la qualità energetica e il consumo di un edificio basandosi su diversi parametri, tra cui per esempio la forma, il funzionamento e la località in cui si trova l’immobile. Anche gli elettrodomestici sono valutati in base alle loro performance e inseriti in una tabella, a sua volta espressa in lettere.



Vediamo nel dettaglio a che cosa serve la classificazione energetica, come si calcola e quali sono le novità introdotte nel 2021.


Classe energetica degli edifici: la scala

Il fabbisogno di energia degli immobili, ovvero quanta energia consumano per riscaldarsi, raffreddarsi, alimentare gli apparecchi elettrici e mantenere la temperatura degli ambienti, è indicato nell’Ape (Attestato di Prestazione Energetica, di cui via abbiamo parlato dettagliatamente in questo articolo) attraverso una scala che va da A4 a G.


Nello specifico, ecco a quali consumi corrisponde ciascuna classe, cominciando da quella più alta, meno energivora, a quella più bassa, ossia la meno efficiente:


Classe A4

  • consumo massimo inferiore o uguale a 0,40 Ep (indice di prestazione energetica);

  • punteggio di riferimento 10.


Classe A3

  • consumo massimo inferiore o uguale a 0,60 Ep;

  • consumo minimo inferiore o uguale a 0,40 Ep;

  • punteggio 9.


Classe A2

  • consumo massimo inferiore o uguale a 0,80 Ep;

  • consumo minimo inferiore o uguale a 0,60 EP;

  • punteggio 8.


Classe A1

  • consumo massimo inferiore o uguale a 1,00 Ep;

  • consumo minimo inferiore o uguale a 0,80 Ep;

  • punteggio 7.


Classe B

  • Consumo massimo inferiore o uguale a 1,20 Ep;

  • consumo minimo inferiore o uguale a 1,00 Ep;

  • punteggio 6.


Classe C

  • Consumo massimo inferiore o uguale a 1,50 Ep;

  • consumo minimo inferiore o uguale a 1,20 Ep;

  • punteggio 5.


Classe D

  • Consumo massimo inferiore o uguale a 2,00 Ep;

  • consumo minimo inferiore o uguale a 1,50 Ep;

  • punteggio 4.


Classe E

  • Consumo massimo inferiore o uguale a 2,60 Ep;

  • consumo minimo inferiore o uguale a 2,00 Ep;

  • punteggio 3.


Classe F

  • Consumo massimo inferiore o uguale a 3,50 Ep;

  • consumo minimo inferiore o uguale a 2,60 Ep;

  • punteggio 2.


Classe G

  • Consumo massimo non si specificato;

  • consumo minimo inferiore o uguale a 3,50 Ep;

  • punteggio 1.


Le differenze tra una classe e l’altra

La classe energetica incide fortemente sui consumi e, insieme alla zona climatica d’appartenenza, è una variabile da considerare per calcolare il dispendio energetico di una casa. Facciamo qualche esempio: per un’abitazione di classe energetica G di 80 mq il consumo elettrico annuo è di circa 13.000 kWh, ovvero intorno ai 145 euro al mese di bolletta; per un’abitazione di pari metratura ma in classe A, invece, il consumo annuo sarà intorno a 1.300 kWh e la bolletta mensile pari a 25 euro.


A livello generale, se confrontiamo il consumo di energia tra un’abitazione di classe G e una di classe A notiamo che il risparmio annuale ammonta a:

  • 1.600 euro nelle aree alpine e padane

  • 1.296 euro nelle aree peninsulari

  • 976 euro nelle isole


Per scoprire come migliorare la classe energetica del vostro immobile, passando anche dalla lettera G alla A, leggete qui.


La classe energetica degli elettrodomestici

Non solo le nostre case, ma anche gli elettrodomestici sono valutati in base ai loro consumi che, come abbiamo detto, vengono indicati nell’etichetta energetica esposta sulla confezione. Introdotta in Italia nel 1998, l’etichetta energetica è stata oggetto di una riforma voluta dalle autorità europee nel 2021: fino al 1° marzo di quell’anno esistevano ancora valutazioni come A++ e A+++, decisamente poco chiare e comprensibili, mentre oggi la nuova scala di valutazione va dalla A alla G, senza classi “+”.


Che cosa cambia con la nuova etichetta energetica

La nuova etichettatura riguarda per il momento lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, frigoriferi, televisori e sorgenti luminose. Questi elettrodomestici sono valutati in base a:

  • Consumo annuo: frigoriferi

  • 100 cicli: lavastoviglie, lavatrici e asciugatrice riportano il consumo per 100 cicli

  • 1000 ore di utilizzo: schermi e lampadine


Inoltre sull’etichetta compare un codice QR code che permette ai consumatori di ottenere ulteriori informazioni sull’elettrodomestico grazie a una scansione con lo smartphone.


Sull’etichetta nuova, come su quelle vecchie, è previsto un sistema di colori che va dal verde scuro per gli apparecchi più efficienti (classe A) fino al rosso per quelli che consumano maggiormente (classe G).


Pochi elettrodomestici di classe A: perché?

Con l’introduzione della nuova etichetta europea molti elettrodomestici che prima rientravano nella classe A ++ ora risultano in classe D o inferiori. Il motivo è che gli standard per essere valutati con una A sono estremamente rigidi, e la maggior parte degli apparecchi in commercio sono stati realizzati quando le tecnologie più efficienti non erano ancora state sviluppate. Del resto l’obiettivo alla base della riforma era anche quello di spingere le aziende a ridurre i consumi e a migliorare le prestazioni energetiche dei loro prodotti.


In virtù di questo “slittamento”, i frigoriferi e i congelatori agevolabili con la detrazione Irpef del 50% sono quelli dalla classe F in su; le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie dalla E.


Classe energetica frigoriferi

Oltre al consumo energetico annuo espresso in kWh vengono presi in considerazione anche fattori come la tipologia di apparecchio, il numero e le dimensioni dei ripiani, il funzionamento, la temperatura ambiente e le emissioni acustiche.


Al momento i frigoriferi più efficienti sono quelli che erano in classe A+++ e che oggi si ritrovano nella maggior parte dei casi in classe E, oppure quelli che dalla classe A++ sono passati nella F.

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