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Si può cambiare residenza con affitto transitorio?

Quando si deve affrontare un trasloco o un trasferimento, si deve pensare a moltissime cose, ma fra queste spesso passa in secondo piano un aspetto burocratico fondamentale: la residenza.



Un particolare da non sottovalutare se ci si sposta in un altro comune, ma si può fare anche in caso di affitto transitorio?


Affitto transitorio: cos’è?

Un contratto di affitto transitorio si differenzia dalle tipologie più “classiche” di lunga durata in base, ovviamente, al periodo di permanenza.


Un contratto transitorio infatti prevede che l’immobile venga messo a disposizione di un eventuale conduttore da un minimo di un mese ad un massimo di 18 mesi.


Tolto questo, esso segue in tutto e per tutto le modalità e le norme delle altre tipologie di contratti di locazione esistenti in Italia.


Perché cambiare residenza?

In Italia, la residenza ha un valore strettamente legale (a differenza del domicilio), infatti essa non è solamente il luogo dove riceveremmo la posta, incide anche sulla tassazione, sulle comunicazioni ufficiali, o anche ad esempio sul nostro diritto di voto: in base alla residenza ci verrà assegnato un seggio quanto più vicino possibile.


È possibile fissare la residenza?

Da un punto di vista legale, un contratto di affitto transitorio non costituisce una discriminante per fissare la propria residenza, fino a che la stipula dello stesso mantenga il pieno valore legale.


Ciò significa che un contratto transitorio, per avere validità legale, deve avere al suo interno espresse in maniera specifica le esigenze transitorie di una delle due parti (conduttore o locatore).


Conviene, quindi?

Questa domanda potrebbe sembrare capziosa: legalmente una persona è tenuta ad avere la propria residenza nel luogo dove vive; ma la natura stessa di un contratto transitorio potrebbe evidenziare delle incongruenze a questa necessità legale:

  • se la necessità transitoria è piccola (due o tre mesi) e per giunta all’interno dello stesso comune dove il conduttore già aveva la sua residenza, apportare un cambio di residenza potrebbe essere superfluo;

  • se invece la permanenza arriva ad essere di 18 mesi e in un altro Comune, allora è necessario apportare la modifica burocratica.

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