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Gli affitti brevi stanno cambiando il mercato immobiliare

Negli ultimi anni, l’affitto di case e appartamenti per brevi periodi tramite piattaforme online è diventato sempre più diffuso.



Questa tendenza ha permesso ai turisti di trovare alloggi convenienti e personalizzati durante le loro vacanze, ma ha anche sollevato alcune preoccupazioni in diversi Comuni d’Italia.


Il fenomeno degli affitti turistici

In alcune città molto frequentate dai turisti, in particolare, l’afflusso di alloggi destinati agli affitti turistici ha creato una scarsità di abitazioni per i residenti. La domanda elevata da parte dei turisti ha spinto i proprietari a preferire gli affitti a breve termine, riducendo così l’offerta di alloggi a lungo termine per coloro che cercano una casa stabile.


Ciò ha provocato anche il rialzo dei prezzi degli affitti residenziali e ha creato tensioni nelle comunità locali.


La risposta dei comuni italiani

In risposta a questo fenomeno dilagante, alcuni comuni si sono uniti in una vera a propria “alleanza municipalista”, con l’obiettivo di affrontare l’emergenza casa. Fra le richieste da anteporre al governo, infatti, ci sono i finanziamenti per manutenzione e una maggior autonomia ai Comuni.


Al fine di mitigare gli effetti negativi degli affitti turistici sulla disponibilità di alloggi e sul tessuto sociale delle comunità, si sta infatti considerando la possibilità di introdurre regolamenti che limitino la durata degli affitti turistici.


Nello specifico, per i b&b è stata proposta una norma che limiti il numero degli appartamenti in determinate aree e il numero massimo di giorni in cui è consentito affittare ai turisti, ovvero 120, che corrispondono ai giorni di affitto breve che equivalgono ad un affitto lungo.


La situazione nelle città italiane

A Napoli, ad esempio, ci sono più di 8mila annunci su Airbnb, con un guadagno superiore a 20 mila euro l’anno. Nel capoluogo campano, però, servirebbero più di 5 mila posti letto per gli studenti in città, oltre a un piano di alloggi popolare. L’offerta di residenze pubblica attualmente copre meno del 14 per cento della domanda stimata.

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